Cos’è il testamento e perché li scriviamo

Cos’è il testamento e perché li scriviamo

Il testamento è un atto attraverso cui una persona manifesta la propria volontà e dispone a chi lasciare i suoi beni dal momento in cui cesserà di esistere. Negli studi notarili si creano  dei documenti in grado di raccontare intere storie, i lasciti morali, politici, materiali e spesso filosofici di grandi personaggi che hanno contribuito a dipingere il volto del nostro Paese, il bel volto.

Viene sempre considerato un documento di grande importanza.
Questi documenti hanno determinato e permesso la realizzazione di una mostra, nel 2017, chiamata ‘’Chiamati all’eredità. Dalla Carta al Digitale’’ allestita a Roma presso l’Archivio di Stato.
La mostra narra al visitatore la storia della dichiarazione di successione e parte dall’Antica Grecia (in particolare da Solone) finendo per giungere ai nostri giorni.
 

Ecco alcuni esempi

Gian Lorenzo Bernini, l’artista che ha lasciato al mondo delle opere straordinarie, nel suo testamento scritto con una calligrafia finissima ed elegante, termina la sua richiesta con queste parole: ‘’il mio corpo voglio che sia seppellito nella Sacrosanta Basilica di Santa Maria Maggiore’’.
Borromini, un altro artista ampiamente conosciuto nel suo testamento fa riferimento a numerose donazioni a chiese come quella di San Giovanni de Fiorentini de Roma, alla Chiesa del Gesù, ma anche a persone come il Cardinale Carpegna e la signora Giovanna Madreno.
All’importanza riservata al testamento va affiancata l’importanza che ricopre per noi il funerale in sé, importanza che esprimiamo attraverso l’attenzione per i dettagli che riserviamo durante l’organizzazione e per questo potrete affidarvi alla Cattolica San Lorenzo, un’impresa funebre a Roma in grado di ascoltare le vostre esigenze.

Il testamento di Luigi Pirandello
 

Molti dei più grandi letterati come Alessandro Manzoni, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli e Luigi Pirandello hanno lasciato un testamento, delle ultime parole in cui rivelano non solo la propria situazione familiare ed economica ma soprattutto l’animo, le scelte morali, civili, le propensioni e, perché no, il carattere dello scrittore rendendo anche quest’ultimo scritto un’opera a cui dedicare del tempo.
Le ultime volontà di Luigi Pirandello sono tra le più struggenti, in esse lo scrittore richiede che la sua morte sia lasciata passare in silenzio, di essere poi lasciato nudo, avvolto in un lenzuolo e che il suo letto sia privo di fiori. Desidera poi essere portato da un ‘’carro d’infima classe’’, accompagnato solo dal cocchiere e il cavallo.
Infine afferma di voler essere cremato e le sue ceneri sparse ‘’perché neppure la cenere vorrei avanzasse di me’’.