I diversi tipi principali di tornio industriale

Far ruotare un pezzo grezzo di materiale, mentre un utensile tagliente ne asporta una parte riducendolo alla forma desiderata; è questo il principio basilare su cui si fonda quel processo, detto tornitura, che è uno dei fondamentali momenti della realizzazione di tanti prodotti industriali dei quali ci circondiamo ogni giorno. La macchina che pratica tale lavorazione prende il nome di tornio, e siccome sono molti i diversi tipi di materiale che è possibile lavorare per tornitura, sono altrettanti anche gli specifici tipi di tornio che vengono quotidianamente utilizzati nell’industria per effettuare tali lavorazioni.

Il legno
Il legno è stato probabilmente uno dei primissimi materiali ad essere sottoposto a tornitura. A seconda della diversa tipologia di oggetto da realizzare, e quindi dello specifico movimento che il tagliente deve eseguire durante la lavorazione stessa, possiamo identificare due diversi tipi di tornio per il legno; nel primo, usato per oggetti come le ciotole, il pezzo viene assicurato ad una piastra e il tagliente lo lavora sia sulla superficie interna che su quella esterna, mentre nel secondo il pezzo, di forma allungata, viene assicurato a entrambe le estremità e fatto ruotare mentre l’utensile ne percorre la superficie esterna, producendo oggetti allungati e simmetrici come, ad esempio, le gambe dei tavoli.

Il Metallo
Per effettuare la tornitura metalli occorre utilizzare particolari taglienti, costruiti per avere la necessaria durezza per poter operare su blocchi di metallo, e sagomati ora a forma quadrata, ora circolare, ora triangolare, a seconda del tipo di lavorazione da effettuare. Ai vecchi torni a mano, ormai riservati solamente alle realtà di piccole produzioni artigianali, si sono ormai sostituiti in tutta l’industria grandi torni a controllo digitale, che garantiscono produzioni massive di elevata qualità.

Tornitura del vetro
I torni per vetro si trovano ad operare su un materiale molto più difficile dei precedenti, in quanto fragile e quindi facilmente soggetto a incrinature e rotture vere e proprie. Questo ha portato alla necessità di operare due specifiche modifiche al loro funzionamento, in modo da evitare tale rischio; la prima consiste nella velocità di rotazione, che viene notevolmente ribassata, e la seconda all’aggiunta di un elemento riscaldante, solitamente una fiamma aperta, che scalda e quindi ammorbidisce il vetro per tutta la durata della tornitura, proteggendolo dal pericolo di essere infranto durante la lavorazione.