La Psicologia Quantistica

La Psicologia Quantistica

di Ilio Torre. La Psicologia Quantistica è un approccio multidisciplinare che abbraccia differenti modelli scientifici e conoscenze umanistiche, tra cui la psicologia, la biologia, le neuroscienze, la fisica quantistica e la filosofia

Il dr. Ilio Torre.

La Psicologia Quantistica nasce come riflesso alla mancanza di risposte esaustive da parte delle metodologie e dei modelli psicologici classici più diffusi. L’approccio si basa in realtà sui modelli teorici relativi al funzionamento dei processi mentali, sia consci che inconsci sia bio-neurologici. Non esistendo a tutt’oggi “Teorie del Tutto” o “Modelli scientifici” in grado di spiegare l’intero e i fenomeni conosciuti della mente umana, è necessario ricorrere a nuovi paradigmi scientifici. Ecco che il nuovo paradigma della Psicologia Quantistica emerge per offrire risposte più soddisfacenti, soprattutto in direzione dell’integrazione delle maggiori conoscenze scientifiche.

Un metodo scientifico sperimentale
Il metodo scientifico sperimentale sorge dalla crisi del metodo osservativo e della pura fede, integrando nella sua evoluzione conoscenze e approcci differenti. Come nel moderno approccio (orientamento, procedimento) scientifico, il modello teorico di un’ipotesi scientifica spesso non può inizialmente essere “sperimentato e misurato” con le attuali metodologie e tecnologie, pertanto è la matematica che diventa l’elemento d’elezione dei modelli di ricerca d’avanguardia.

Scienziati visionari

E. Schroedinger.

Niels Bohr.

La Psicologia Quantistica nasce nella mente di scienziati visionari. Tutto parte dai primi anni del secolo scorso con le geniali intuizioni di alcuni che cominciano ad inserire la parola “coscienza” e “spirito” nel loro ragionamento fisico-matematico. Vediamoli.
Max Plank (“La coscienza è fondamentale, la materia è un derivato della coscienza”), Erwin Schrodinger (“La coscienza è il teatro su cui si rappresenta tutto quanto avviene nell’universo, il recipiente che contiene tutto, assolutamente tutto, e al di fuori del quale non esiste nulla”), Werner Heisenberg (“La normale separazione tra soggetto ed oggetto, tra mondo interno ed esterno, tra corpo ed anima, non è più adeguata”), Nils Bohr (“L’atomo è un fantasma: si materializza solo quando lo si cerca. E siamo noi a stabilire cosa cercare”), David Bohm (“Ogni azione parte da un’intenzione nell’Ordine Implicito. L’immaginazione è già la creazione della forma; la capacità della forma di essere attiva è la caratteristica che più si confà alla mente e abbiamo qualcosa di simile alla mente già con l’elettrone”).

Non siamo solo macchine biologiche
La comprensione dell’essere umano è il più affascinante e complesso obiettivo che l’uomo possa raggiungere. Se l’obiettivo è definito e i risultati sono incoraggianti, siamo certi di essere più complessi di quanto ci aspettavamo. Non siamo solo sofisticate macchine biologiche che si adattano e rispondono all’ambiente più o meno efficacemente, avendo come finalità la sopravvivenza individuale e di specie.

Grazie alla nostra attività mentale stiamo comprendendo sia il mondo esterno a noi, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, sia il mondo interiore che sembra appartenerci in maniera unica e specifica.
A ben vedere stiamo interpretando la realtà con definizioni quali “esterno” ed “interno”. Basta poco per accorgersi che tale interpretazione è fortemente scorretta e impedisce una lettura più omnicomprensiva del fenomeno “uomo” e “ambiente”.

Una realtà non più separata
Con l’attività mentale cogliamo la realtà come se fosse separata da noi stessi, quasi come se fossimo spettatori di un teatro dove le scene si svolgono indipendenti da noi. Tale paradigma di pensiero è oggi incapace di spiegare la complessità della realtà cui siamo appena affiorati. Oggi risulta evidente come noi possiamo vedere solo ciò che i filtri del nostro cervello lasciano passare. Il cervello ed in particolare l’emisfero sinistro logico, matematico, linguistico, razionale ed elaboratore di un Sé definito e separato, rappresentano una limitazione alla conoscenza integrata del tutto e alle esperienze superiori e maggiormente omnicomprensive.

Capire il fenomeno mente-cervello
Il dogma del modello scientifico è basato sugli esperimenti. Raccogliere i dati in modo preciso, imparziale ed obiettivo è la metodologia della scienza moderna. Tale modello, o per mancanze tecnologiche o per attuale e limitata consapevolezza scientifica, non spiega sufficientemente la realtà del fenomeno mente.
Un esperimento prevede la condizione di massimo isolamento dalle variabili esterne o indipendenti per avere il controllo sia dell’esperimento che dei risultati. Come possiamo isolare un esperimento dallo sperimentatore, dalla sua attività cognitiva, dalla sua coscienza? “La mente che indaga la mente”: in un tale sistema si può isolare una parte dall’altra?

Siamo materia ed energia
Siamo materia ed energia in un unicum inscindibile cosciente dell’ambiente ed auto-cosciente.
Prendendo spunto dalla Fisica Quantistica, siamo consapevoli che non esiste una realtà prima della sua osservazione, o che non sia profondamente interconnessa con l’osservatore, ossia con chi vive l’esperienza di quel momento. Nel rinnovato paradigma di riferimento, l’interpretazione della mente e delle attività cognitive riflettono un ruolo attivo e non passivo rispetto alle esperienze e all’ambiente.

Siamo partecipanti attivi
La teoria quantistica eleva le nostre esperienze coscienti dal ruolo di testimoni passivi a quello di partecipanti attivi nella creazione del nostro futuro fisico comune. La mente, nel significato più ampio, non coglie una realtà esterna o interna già esistente e creata ma la crea essa stessa. In tale visione la nostra attività mentale non solo non è indipendente dalla realtà circostante ma addirittura la determina.

Lo spazio e il tempo sono modi in cui pensiamo
Superando la logica determinista e binaria di “causa ed effetto”, di “prima e dopo”, entriamo nella realtà di “tutto è uno”, di un tempo dove esiste solo il “presente” con i concetti di tempo parallelo o di “istantanee di realtà”.
Albert Einstein (“Lo spazio ed il tempo non sono dimensioni in cui viviamo, sono modi in cui pensiamo”) ha rimosso la demarcazione tra spazio e tempo, anche se le nostre menti tracciano ancora una linea di separazione sulla conoscenza della realtà. L’attività mentale usa le coordinate dello spazio e del tempo per dimensionalizzare i pensieri: per poter pensare abbiamo bisogno di una struttura (spazio-tempo) dove poggiare la struttura del flusso di pensieri, per evitare il caos (disordine).

La causa precede sempre l’effetto?
Causa effetto, prima dopo, c’è una causa per ogni effetto o l’effetto può avere differenti cause? La causa precede l’effetto o l’effetto precede la causa? L’effetto può esistere senza causa ossia può essere a-causale? Oppure scomparendo il dualismo non scriveremmo più spazio e tempo ma spaziotempo, non causa e effetto ma causaeffetto.

Il creatore è il pensiero e la materia uno strumento
Come domanda e risposta. Se la risposta è nella domanda, allora diremmo domandarisposta senza nesso di causalità. Mente e corpo o mentecorpo? Vita e morte o vitamorte? Immaginazione e realtà o immaginazionerealtà? Energia e materia o energiamateria?
La creazione e l’esperienza possono essere vissute in termini di vissuti in tempi di percezione differenti? La materia precede il pensiero o viceversa o contemporaneamente? Se la materia è un effetto grossolano del pensiero, il creatore è il pensiero e la materia è uno strumento per le esperienze sensoriali corporee. Il modello diventa realtà o dalla realtà traiamo il modello?
Approfondiremo tutto questo nella prossima puntata.

Per saperne di più
Il sito del dr. Torre: https://www.psicologiaquantistica.it/

Fonte: La Psicologia Quantistica